Il Disturbo Evitante e Restrittivo dell'Assunzione di Cibo (ARFID) è stato inserito nel DSM-V nel 2013 come un disturbo alimentare distintivo, caratterizzato da comportamenti alimentari evitanti e restrittivi non motivati da preoccupazioni relative all'immagine corporea. Questo disturbo può manifestarsi in vari modi, tra cui avversioni sensoriali, scarso interesse per il cibo e rifiuto di alimenti dopo esperienze traumatiche.
Diversi fattori possono contribuire all'insorgenza dell'ARFID, tra cui:
1. Fattori Biologici: Alterazioni ormonali e cambiamenti nei peptidi che regolano l'appetito possono influenzare i comportamenti alimentari. Inoltre, la sensibilità e la percezione del gusto possono variare da un bambino all'altro, rendendo alcuni alimenti inaccettabili.
2. Fattori Psicologici: I bambini con ARFID possono presentare un temperamento ansioso e una maggiore responsività alle esperienze sensoriali. Eventi traumatici, come episodi di vomito o soffocamento, possono scatenare paure intense e portare a un rifiuto di determinati alimenti.
3. Fattori Ambientali: L'assenza di modelli adeguati per il comportamento alimentare, la pressione dei genitori a mangiare e la mancanza di esposizione a nuovi alimenti possono influenzare negativamente le abitudini alimentari. Anche lo stile genitoriale è un elemento cruciale: approcci autoritari o negligenti possono essere associati a una maggiore incidenza di ARFID.
Terapia Occupazionale e Integrazione Sensoriale
La terapia occupazionale è fondamentale nella gestione dell'ARFID, poiché aiuta i bambini a sviluppare competenze necessarie per un'alimentazione sana. I terapisti occupazionali possono lavorare sui seguenti aspetti:
1. Miglioramento delle Competenze Motorie: Attraverso esercizi mirati, i bambini possono acquisire le abilità necessarie per masticare e in modo efficace.
2. Integrazione Sensoriale: Molti bambini con ARFID hanno una scarsa elaborazione sensoriale. I terapisti possono aiutare a gestire lo stato di allerta dei bambini, creando un ambiente di pasto positivo e stimolante. Attività di integrazione sensoriale possono includere l'esposizione graduale a diverse consistenze e sapori, migliorando la capacità dei bambini di affrontare nuove esperienze alimentari.
3. Coinvolgimento Attivo: Incoraggiare i bambini a partecipare alla preparazione dei pasti può aumentare il loro interesse per il cibo e ridurre l'ansia associata al mangiare.
4. Supporto Psicosociale: È importante considerare il contesto psicosociale del bambino, valutando le relazioni con i caregiver e le dinamiche familiari che possono influenzare le abitudini alimentari.
È fondamentale riconoscere che, sebbene la terapia comportamentale possa essere un aspetto utile nel trattamento dell'ARFID, un approccio multidisciplinare che includa terapia occupazionale e integrazione sensoriale è essenziale per affrontare le complesse esigenze di ogni bambino. La collaborazione tra professionisti della salute, genitori e caregiver è cruciale per supportare i bambini nella loro relazione con il cibo e migliorare il loro benessere complessivo.
Dottoressa Carmen Passamonti
www.riabilitazionecarmenpassamonti.it
