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Bicchieri antigoccia: comodi per noi, utili per loro?

2026-01-26 22:46

Dottoressa Carmen Passamonti

Cos'è il terapista occupazionale pediatrico,

Bicchieri antigoccia: comodi per noi, utili per loro?

Che bicchiere scelgo per mio figlio-a?

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C’è una frase che sento spesso in studio:

“Usiamo questo bicchiere perché così non si bagna tutto.”

È comprensibile.

La vita quotidiana con un bambino piccolo è già abbastanza caotica: pavimenti scivolosi, vestiti da cambiare, tempi stretti. Un bicchiere che non rovescia sembra una piccola, meritata vittoria.

Ma la domanda davvero importante non è quanto è comodo per noi.

La domanda giusta è: che cosa sta imparando il bambino mentre beve?

 

La scomoda verità: non tutto ciò che è “anti-goccia” è pro-sviluppo

Molti bicchieri antigoccia, soprattutto quelli fortemente pubblicizzati come “fase intermedia obbligata”, non sono una tappa necessaria nello sviluppo del bere.

 

Non lo dice il marketing.

Lo dice la fisiologia.

 

Bere da un bicchiere non è un gesto banale. È una abilità motoria complessa, che coinvolge:

 

  • la coordinazione tra suzione e deglutizione
  • il controllo del flusso del liquido
  • la stabilità della mandibola
  • l’uso fine delle labbra
  • l’integrazione sensoriale orale

 

 

Tutte competenze che non si allenano se il flusso è bloccato, eccessivamente regolato o reso “a prova di errore”.

 

Ma se tossisce?

 

Sì. Ed è normale (entro certi limiti).

 

Tra i 12 e i 18 mesi è normale che un bambino:

 

  • tossisca se il flusso è troppo veloce
  • morda il bordo del bicchiere per cercare stabilità
  • sputi un po’ di liquido quando prende sorsi grandi

 

 

Questo non è un fallimento.

È apprendimento.

 

Il sistema nervoso sta sperimentando, facendo aggiustamenti, raccogliendo informazioni attraverso piccoli errori.

Se togliamo l’errore, togliamo anche l’informazione.